mercoledì, giugno 03, 2009
Un sogno utile

Io sono democratico. L'ho detto qui, ed è sempre valido quel discorso. Per questo sono più che convinto del mio voto alle prossime elezioni. Voterò la sinistra vera, quella che mi rappresenta in pieno e che si fa portatrice dei miei valori e delle mie speranze. Non ho alcun dubbio, non mi turerò il naso, non voterò il male minore. Io voterò "Sinistra e Libertà" in tutte le sedi in cui si presenterà, e confermo il mio sostegno totale al suo massimo esponente, Nichi Vendola.

 
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martedì, settembre 11, 2007
Smart Tag

Xenofobia, benaltrismo, ipocrisia, fastidio, lavavetri, sinistra, sicurezza, legalità, destra, fascismo, partito democratico, prostitute, accattoni, asor rosa, mendicanti, criminali, penale, carcere, politica forte, politica debole, michele serra, solidarietà, apertura, rispetto, dignità, fratellanza, disperazione, povertà, sindaco, sceriffo, cofferatismo, principi cristiani, furti nelle case, violenze, bindi, domenici, firenze, bologna, amato, chiamparino, semafori, graffitari, ambulanti, lenin.

In questo fiume di parole che da qualche giorno ha travolto i blog, ci sono quelle indelebili del Reportage di Pino Scaccia in Romania. Sono istantanee su un luogo e su un popolo, prive di ogni commento. Vi consiglio davvero di leggerlo post dopo post
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lunedì, aprile 23, 2007

Democratico

La proprietaria della mia casa di studente viveva di rendita. Aveva 4 appartamenti in affitto e non era quasi mai in città; quando la chiamavi al telefono, la domestica ti rispondeva con nomi di città che tu non avevi mai visitato: Parigi, Cortina, St. Moritz, Instanbul, Buones Aires, Lisbona, New York. Noi la vedevamo solo quando veniva a ritirare l'affitto; ingolfata tra metri quadri di buste da shopping, si sedeva giusto il tempo di accavallare le gambe, chiederci con cortesia "tutto bene?", riscuotere e aggiornare l'agendina con la parola "pagato". A nero, ovviamente.

"Io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti". Pensavo che lei in paese non comprava più un abito da anni per mantenere noi figli all'università e che a Cortina non ci sarebbe mai andata. La diseguaglianza sociale io la misuravo anche così e mi addolorava l'idea che una donna del sud lavorasse (risparmiando e pagando le tasse) per vestire con fiori freschi un'ereditiera nullafacente ed evasore.

Le letture degli "Atti degli apostoli" mi facevano riflettere: perché, pensavo, non mettiamo in pratica queste regole così semplici e naturali? Le fonti francescane mi confrontavano con un modo alternativo di vita, comunque possibile. Ermanno Olmi mi mostrava sotto forma di favola i valori del sacrifico, del perdono, della pietà. Leggendo i suoi diari mi ero innamorato di Che Guevara, mi ritrovavo nella sua smania di verità e di giustizia, guardavo il mondo coi suoi stessi occhi, e questa vicinanza mi commuoveva; mi identificavo con i personaggi di Nanni Moretti, ossessionati e incapaci di salvare se stessi, figuriamoci il mondo. I libri di Federico Moccia allora non c'erano, e ci toccava leggere Primo Levi, Pasolini, Calvino. Per colpa loro io non mi sono mai sentito 3 metri sopra il cielo, ma sempre con lo sguardo all'altezza di altri sguardi.

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