Il senso di responsabilità di noi elettori
Io già so cosa voterò e perché, e so cosa non voterò. Per questo sto cercando di non farmi massacrare dalla campagna elettorale: niente TV, Internet "filtrato" dalle notizie delle ultime cazzate di Berlusconi, un libro, cinema e musica per impiegare il tempo e avere la possibilità di proporre nuovi argomenti di discussione.
So che sosterrò il PD e Veltroni, nonostante la Binetti. E troverò il modo migliore per farlo. Conosco bene le mie idee e riesco a confrontarle con quelle dei miei amici e soprattutto degli schieramenti politici che se ne fanno garanti.
Eppure.
Eppure ogni volta sempre la stessa storia: in tutti gli algoritmi disponibili sul web (prova questo e questo) che aiutano a individuare la posizione politica, risulterei sempre un po' "più a sinistra" del partito che voto. E questo non succede solo a me, ma a tutti i miei amici. Tutti.
Ecco: sappiamo cosa vorremmo, ma anche cosa possiamo ottenere. Sappiamo sostenere l'idea, ma in noi è più forte la sensibilità democratica. Se un'intera generazione è cresciuta con questo senso di responsabilità forse non tutto è perduto.
L'incubo scampato
Sono le tre e mezza di notte e il Presidente del Consiglio uscente, Silvio Berlusconi, ancora non ha rilasciato una dichiarazione sull'esito elettorale. Questo è il segno evidente della sua sconfitta, ancor più che la contestata autoproclamazione di Prodi. Nei giorni precedenti ha invaso tutte le trasmissioni televisive, ha bombardato di telefonate e volantini le case degli italiani, ha polarizzato l'attenzione di tutti i giornali con le sue trovate propagandistiche, ha infuocato gli animi nelle sedi delle lobbies più potenti del Paese e istigato le piazze, gremite di telespettatori e nostalgici del duce, ma adesso, all'improvviso, è scomparso. Forse perchè un dato tra i tanti è certo: nonostante una legge elettorale capestro, Prodi è riuscito a strappargli il governo del Paese. Con una vittoria risicata, è vero, ma con una vittoria. Non sappiamo ancora nulla sul nome del prossimo presidente del Consiglio, ma di sicuro sappiamo che non sarà Berlusconi. Questo è il risultato.
Prodi, invece, ha cercato di continuare il dialogo con i cittadini e non solo con i suoi elettori: in ritardo rispetto al previsto è salito sul palco allestito in Piazza Santi Apostoli e ha chiesto scusa per il prolungarsi dell'attesa dello scrutinio (un compito che sarebbe stato dell'on. Pisanu); pochi minuti fa, invece è riapparso per ringraziare del voto e promettere il suo impegno per il governo del Paese.
I numeri per governare sono appena sufficienti. Ma un primo risultato è stato raggiunto. Peccato solo per tutti quegli elettori che hanno continuato a credere nel sogno di Forza Italia, arrestato, per fortuna, prima che diventasse un incubo.
Glielo spiego dopo
“E’ passato un altro giorno e gli italiani aspettano ancora la risposta del presidente del consiglio uscente, rimasta inevasa nel confronto televisivo: “Dove troverà i 35 miliardi necessari alle riforme economiche sbandierate dal centrodestra?”. A dire il vero la domanda dovrebbe essere aggiornata perché, promessa dopo promessa, il conto per le tasche dei cittadini sale. Adesso, con l’abolizione dell’Ici siamo quasi a 40 miliardi di euro, una cifra da capogiro senza bisogno di essere tradotta in lire. Ma nulla, silenzio assoluto. Anzi, molte parole sì, alcune inacettabili sul piano morale e sociale, senza che si torni a parlare di fatti, quelli che interessano davvero la gente”. [...] “Ripeto, io sto aspettando che Berlusconi mantenga fede almeno alla sua esternazione televisiva: “Glielo spiego dopo”, ma non so proprio se il Paese si può permettere una così lunga attesa”.
Romano Prodi (dal suo sito www.romanoprodi.it mercoledì 5 aprile 2006)