mercoledì, giugno 03, 2009
Un sogno utile

Io sono democratico. L'ho detto qui, ed è sempre valido quel discorso. Per questo sono più che convinto del mio voto alle prossime elezioni. Voterò la sinistra vera, quella che mi rappresenta in pieno e che si fa portatrice dei miei valori e delle mie speranze. Non ho alcun dubbio, non mi turerò il naso, non voterò il male minore. Io voterò "Sinistra e Libertà" in tutte le sedi in cui si presenterà, e confermo il mio sostegno totale al suo massimo esponente, Nichi Vendola.

 
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martedì, aprile 01, 2008

Il senso di responsabilità di noi elettori

Io già so cosa voterò e perché, e so cosa non voterò. Per questo sto cercando di non farmi massacrare dalla campagna elettorale: niente TV, Internet "filtrato" dalle notizie delle ultime cazzate di Berlusconi, un libro, cinema e musica per impiegare il tempo e avere la possibilità di proporre nuovi argomenti di discussione.

So che sosterrò il PD e Veltroni, nonostante la Binetti. E troverò il modo migliore per farlo. Conosco bene le mie idee e riesco a confrontarle con quelle dei miei amici e soprattutto degli schieramenti politici che se ne fanno garanti.

Eppure.

Eppure ogni volta sempre la stessa storia: in tutti gli algoritmi disponibili sul web (prova questo e questo) che aiutano a individuare la posizione politica, risulterei sempre un po' "più a sinistra" del partito che voto. E questo non succede solo a me, ma a tutti i miei amici. Tutti.

Ecco: sappiamo cosa vorremmo, ma anche cosa possiamo ottenere. Sappiamo sostenere l'idea, ma in noi è più forte la sensibilità democratica. Se un'intera generazione è cresciuta con questo senso di responsabilità forse non tutto è perduto.

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sabato, maggio 26, 2007
Post farfalla

Questo post avrà vita solo per due giorni. Giusto il tempo di fare un in bocca al lupo al Comune di Ronciglione. Perché la classe politica di questo Paese può rinascere se si dà fiducia a ragazzi come Stefano Fiaschi

Chi può voti per lui. :-)
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martedì, aprile 11, 2006

L'incubo scampato

Sono le tre e mezza di notte e il Presidente del Consiglio uscente, Silvio Berlusconi, ancora non ha rilasciato una dichiarazione sull'esito elettorale. Questo è il segno evidente della sua sconfitta, ancor più che la contestata  autoproclamazione di Prodi. Nei giorni precedenti ha invaso tutte le trasmissioni televisive, ha bombardato di telefonate e volantini le case degli italiani, ha polarizzato l'attenzione di tutti i giornali con le sue trovate propagandistiche, ha infuocato gli animi nelle sedi delle lobbies più potenti del Paese e istigato le piazze, gremite di telespettatori e nostalgici del duce, ma adesso, all'improvviso, è scomparso. Forse perchè un dato tra i tanti è certo: nonostante una legge elettorale capestro, Prodi è riuscito a strappargli il governo del Paese. Con una vittoria risicata, è vero, ma con una vittoria. Non sappiamo ancora nulla sul nome del prossimo presidente del Consiglio, ma di sicuro sappiamo che non sarà Berlusconi. Questo è il risultato.

Prodi, invece, ha cercato di continuare il dialogo con i cittadini e non solo con i suoi elettori: in ritardo rispetto al previsto è salito sul palco allestito in Piazza Santi Apostoli e ha chiesto scusa per il prolungarsi dell'attesa dello scrutinio (un compito che sarebbe stato dell'on. Pisanu); pochi minuti fa, invece è riapparso per ringraziare del voto e promettere il suo impegno per il governo del Paese.

I numeri per governare sono appena sufficienti. Ma un primo risultato è stato raggiunto. Peccato solo per tutti quegli elettori che hanno continuato a credere nel sogno di Forza Italia, arrestato, per fortuna, prima che diventasse un incubo.

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giovedì, aprile 06, 2006

Glielo spiego dopo

“E’ passato un altro giorno e gli italiani aspettano ancora la risposta del presidente del consiglio uscente, rimasta inevasa nel confronto televisivo: “Dove troverà i 35 miliardi necessari alle riforme economiche sbandierate dal centrodestra?”. A dire il vero la domanda dovrebbe essere aggiornata perché, promessa dopo promessa, il conto per le tasche dei cittadini sale. Adesso, con l’abolizione dell’Ici siamo quasi a 40 miliardi di euro, una cifra da capogiro senza bisogno di essere tradotta in lire. Ma nulla, silenzio assoluto. Anzi, molte parole sì, alcune inacettabili sul piano morale e sociale, senza che si  torni a parlare di fatti, quelli che interessano davvero la gente”. [...] “Ripeto, io sto aspettando che Berlusconi mantenga fede almeno alla sua esternazione televisiva: “Glielo spiego dopo”, ma non so proprio se il Paese si può permettere una così lunga attesa”.

Romano Prodi (dal suo sito www.romanoprodi.it mercoledì 5 aprile 2006)

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