lunedì, novembre 09, 2009

Motivazioni

Qualche giorno fa, come di consueto, mi sono recato al lavoro col treno. Un servizio comodo e piuttosto efficiente, che mi porta in sei o sette minuti da una parte all’altra della città. Ma l’altro giorno il treno è partito con un ritardo di 15 minuti; un ritardo notevole, considerata la durata del tragitto, e sufficiente per far innervosire i pendolari che avrebbero posticipato così l'ingresso nella fabbrica, nell'uffico, nella scuola. Tutti a maledire uno dei capri espiatori preferiti di noi italiani: le ferrovie. Certo dà fastidio arrivare in ritardo al lavoro, ma cosa succede se appena acceso il PC ti accorgi che il motivo di quel contrattempo è la morte accidentale di un operaio delle ferrovie?
Un ragazzo di 27 anni; era su quei binari per riparare un guasto, e un convoglio lo ha travolto. Domenico Ricco, vittima dell’ennesimo incidente sul lavoro.
La nostra vita prosegue indifferente alla tragedia e al dolore di altre vite e un po' me ne vergogno: colleghi affannati raggiungono le scrivanie tutti i giorni allo stesso orario, gli studenti entrano in aula dopo aver fumato fuori la prima sigaretta del mattino, e artigiani, operai, commercianti danno anima a questa periferia di Firenze.
Di tutta l’energia spesa per pretendere dai servizi pubblici efficienza e puntualità non c’è più traccia nelle nostre azioni. Cosa accadrebbe, invece, se utilizzassimo la stessa istintiva passione per pretendere maggiore attenzione sulla sicurezza sul lavoro, sulla prevenzione degli incidenti, sulla responsabilizzazione degli imprenditori? Sarebbe una buona motivazione per tutti sottolineare che impedire le morti bianche potrebbe evitarci di fare tardi al lavoro?

 

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lunedì, novembre 02, 2009
Pianto dei poeti

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l'ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell'ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l'amatore immoto
dalle turbe angosciose di declino
io sono l'acqua che si genuflette
davanti alla montagna del tuo amore.
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giovedì, ottobre 22, 2009
Il web fa paura

La notizia del giorno è che il Ministro Maroni si è accorto che su Facebook esiste un gruppo intitolato "Uccidiamo Berlusconi" è intende farlo chiudere: "Non riesco a capacitarmi - commenta - che ci sia qualcuno che possa esprimere l'intenzione di uccidere un'altra persona". No, non si riferisce al suo collega Brunetta quando  auspica che la sinsitra estrema muoia ammazzata. Si riferisce a un gruppo di Facebook, confermando l'intenzione di denunciare i 12.000 utenti che vi sono iscritti.
La minaccia della denuncia ha spaventato moltissimo gli utenti iscritti a quel gruppo (che nel frattempo sono diventati 17.000 e crescono con un ritmo di 2 utenti al secondo.) Nei messaggi della bacheca è evidente questa paura: Davide dice: "quando muori vengo a mangiarmi una pizza sulla tua tomba.. spero presto perchè ho fame"; Giuseppe dice: "Moltiplichiamoci", Anton specifica:""gli sparerei alle palle";  Emianz è più democratico: "FATTI PROCESSARE BUFFONE! TE E TUTTI I TUOI SERVI PIDUISTI!", Luca fornisce una variante sadomaso:"ma che uccidere....io sono per la tortura lenta e straziante...e poi a testa in giù a Piazzale Loreto!". E così via, per centinaia di messaggi di auguri. C'è anche chi prova a difendere il web come forma di espressione, come Ivan, che dice: "cancellate pure il gruppo chè io ne creo subito un altro". Denuciatemi pure io me ne fotto! che scoppiasse una bella guerra civile". Valeria dice: " Alfano si è svegliato ed ha scoperto di essere il ministro della giustizia, peccato che di blog, siti, scritte sui muri ce ne siano a migliaia su tanti politici, non solo su Berlusconi. Tanti vorrebbero fare fuori il Papa per dire!! Contro chi lo vogliono difendere il premier?? Chiameranno l'inventore di facebook e gli chiederanno di chiudere? visto come parlano l'inglese tra tutti voglio proprio vedere come se la caveranno! Sono un branco di imbecilli baciapile e leccaculi doc! Berlusconi vattene".
Ma non tutti si perdono in chiacchiere. Lucio, ad esempio, cerca di fornire un metodo: valido per lo scopo "potremmo mettere del veleno sulla lingua di Emilio Fede e aspettare che avvenga l'inevitabile".
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mercoledì, ottobre 14, 2009

In zona retrocessione

Hanno di che lamentarsi i siciliani per lo scarso risalto dato dai media al triste evento che ha colpito Messina agli inizi del mese. Ma insistere troppo sull’argomento potrebbe far emergere il sospetto che i primi responsabili della catastrofe siano i cittadini stessi, sostenitori (in larga maggioranza) di uno schieramento politico che promuove piani case e condoni come motore di sviluppo. Insistere sull’argomento potrebbe voler dire rimettere in discussione quell’assurdo progetto di ponte che dovrebbe collegare artificialmente due delle Regioni più “abusivamente” edificate d’Italia; infine potrebbe portare l’attenzione sulla necessità di sborsare danaro dalle casse centrali a quelle insulari, da sommarsi a quelli ottenuti dal governatore della Regione, Lombardo, con astute tattiche politiche. E magari gli elettori di Bossi non ne sarebbero tanto felici.
Oggi una
nuova catastrofe: a Porto Empedocle, sulla costa agrigentina, un costone è franato, invadendo magazzini e residence e costringendo dieci famiglie ad evacuare. Pochi giorni fa ero in Sicilia anche io, proprio ad Agrigento, una città dalla storia affascinante e dalla realtà degradante. La pioggia lì ha fatto meno danno che a Messina, ma ha creato comunque molti disagi. Per motivi personali mi sono ritrovato a fare da spola tra l’ospedale (che è sotto sequestro per gravi carenze nell’edificazione e a rischio di cedimento strutturale) e il centro della città, collegato da chilometri di strada dissestata, senza luci, né catadiottri, né guard rail, né alcuna guida luminosa. Solo tonnellate di cemento armato buttato nelle valli, per sostenere viadotti impossibili e impervi, tanto più pericolosi in quei giorni, in cui gli avallamenti nell’asfalto, combinati alla pioggia eccezionale, ti davano l’impressione di guadare più che di guidare.

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mercoledì, ottobre 07, 2009
Bocciato il Lodo Alfano

Ore 18:06. Leggo "Bocciato il Lodo Alfano". Il provvedimento firmato dal guardasigilli è risultato illegittimo per violazione dell'art.138 della Costituzione (l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria come quella usata dal 'lodo' ), e per violazione dell'art.3 (principio di uguaglianza). Per effetto di questa decisione dsaranno riaperti i due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills (per cui Mills è già stato condannato) e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Esiste ancora dunque, all'interno del nostro sistema, una garanzia democratica che non si piega ai soldi e alla corruzione.

Cosa succederà ora? Bossi parla di "ira del popolo". Ma il popolo non è più con Berlusconi. Forse un colpo di Stato, condotto da un generale amico del Cavaliere? O forse più semplicemente lo scioglimento delle Camere da parte di Napolitano. Nuove elezioni? E in quest'ultimo caso, chi voteranno gli italiani? Qual è l'alternativa?
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lunedì, settembre 28, 2009

Ma quale satira?

Quando incontrai il presidente del Consiglio, tanti anni fa, gli dissi: ‘Italia Uno, Milano 2, Milano, 3 Rete 4, Canale 5. Ma tu, chi chezzo 6?’. Questa è satira, secondo Lino Banfi, anche lui tra i premiati della 37° edizione del Premio internazionale della satira di Forte dei Marmi. Premio alla carriera per l'allenatore nel pallone che, evidentemente, dimostra di non conoscere il significato della satira. Quest’episodio suggella un’edizione della manifestazione un po’ sotto tono, in cui però sono stati assegnati anche importanti riconoscimenti, come quello alla Graphic novel “Peppino Impastato, un giullare contro la Mafia” di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, quello per la grafica, andato a Nico Pillinini, quello per il cabaret, a Ubaldo Pantani e quello assegnato agli amici di “Mamma!”, il giornale web di satira che ha appena inaugurato la sua edizione cartacea (totalmente autoprodotto e autofinanziato). Ma esiste la satira oggi in Italia? Come dice Riccardo Orioles, proprio dalle pagine del nuovo numero di Mamma! (a proposito, vi siete abbonati?), “La satira è roba da Weimar, non da inferno. E qui l’inferno c’è già”.

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martedì, settembre 15, 2009
Il wurstel

Forse è colpa più dello sceneggiatore che della Marcuzzi. Fatto sta che io credo che questa scena non debba intendersi come prova d'attrice, quanto - semmai - prova da ministro.
 
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domenica, agosto 30, 2009
Accabadora

Per apprezzare Michela Murgia, la sua capacità di osservazione della realtà, la sua intelligenza e la sua poeticità è sufficiente leggere il suo blog, che da anni annovero tra i miei preferiti. Ma il libro che ha dato alle stampe di recente, "Accabadora", pubblicato da Einaudi, è un piccolo concentrato di vera letteratura. L'Accabadora, l'ultima madre, è colei che, chiamata dalla famiglia del malato, pietosamentene pone fine alle sue sofferenze. Tra "verismo di ritorno", una scritura intensamente poetica e misuratissima ironia, Michela esplora con amore il carattere e i sentimenti dei suoi personaggi e ci presenta l'equilibrio di una cultura antica, in cui le regole della famiglia, degli affetti, della religione e dello Stato sono declinate in maniera diversa dall'etica benpensante dei nostri giorni, e pur condivisa dalla società in cui si esprime.
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venerdì, giugno 12, 2009

Intercettazioni

Due considerazioni.

Come è noto la Camera ha detto sì al ddl sulle intercettazioni. I sì sono stati 318, 224 i no, un solo astenuto.  Il ministro Alfano si è dichiarato soddisfatto: "Abbiamo preso 20 in più dei nostri. Il voto segreto ci ha premiato, visto che nel computo dei voti a favore ci sono 20 voti in più rispetto a quelli della maggioranza. Significa che circa il 20% dell’opposizione condivide le nostre tesi." Ora non è che vogliamo fare i meticolosi, ma l'informazione è una cosa seria e il ministro Alfano rischia di confondere le idee. I membri dell'opposizione (deputati PD, IDV e UDC) sono 281, 284 se vi sommiamo gli iscritti al gruppo delle minoranze linguistiche, mentre i deputati della maggioranza (PDL, Lega, MPA) sono 341, 346 se vi si sommano i deputati del Gruppo misto. Qui il disegno della Camera. Dunque chi ha votato con la maggioranza rappresenta il 7% dell'opposizione e non il 20%, come sostiene Alfano!

Punto secondo: la votazione finale si è tenuta a scrutinio segreto dietro richiesta del gruppo del PD. Questa è una pagina un po' triste  della storia del Partito Democratico. Cosa c'è di più democratico, infatti, che dichiarare apertamente il proprio voto rispetto a una questione così importante per la democrazia nel nostro Paese? Perchè hanno richiesto il voto segreto? Per tutelare qualche intercettato potente? Perché allora non isolare dal partito e quindi dal Parlamento e dalle cariche di rilievo quelle persone del PD che temono le intercettazioni? Questo sì che sarebbe un gesto democratico.

Il decreto appena approvato è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermato. Noi non possiamo fare molto, ma possiamo almeno firmare un appello, promosso dal giornale Repubblica.

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sabato, giugno 06, 2009
Quale sinistra?

Il punto è molto semplice: voglio dare un segnale al mio Partito Democratico che io sono di sinistra o no? O gli voglio dire: "vai, continua così?". Voglio affermare delle idee, dei valori, o cercare consenso tra persone che portano idee che non condivido?
Il resto è chiacchiericcio. Persino le considerazioni di Scalfari (se seguissimo il suo ragionamento dovremmo votare sempre per il male minore, appiattendo sempre di più la proposta politica verso posizioni deboli. Come se non bastasse la debolezza di questa politica!). Se Rifondazione prendesse il 3,9% e Sinistra e Libertà il 3,0% non sarebbe una sconftta per la sinistra, ma una sconfitta per il PD, che non ha saputo integrare e dare voce a quel 6,9% di elettori.
Per questo, amici del PD, voi votate pure come Scalfari. Io voterò come Rita Levi Montalcini!Voterò Sinistra e Libertà!
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giovedì, giugno 04, 2009

 Il mio voto per Sinistra e Libertà

"... ora è necessario ricostruire un pensiero forte per contestare la realtà della catastrofe, capace di far vivere il principio della ‘speranza’ come una bussola credibile per orientarsi nel mondo. Solo un pensiero forte depotenzia il paradigma della forza e permette di immaginare che nella debolezza sia custodito il segreto di un’altra sbalorditiva forza.
Ecco vorrei un partito capace di essere strumento di libertà e giustizia per persone che non hanno voce, un partito fabbrica della speranza." (Nichi Vendola)
 

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mercoledì, giugno 03, 2009
Un sogno utile

Io sono democratico. L'ho detto qui, ed è sempre valido quel discorso. Per questo sono più che convinto del mio voto alle prossime elezioni. Voterò la sinistra vera, quella che mi rappresenta in pieno e che si fa portatrice dei miei valori e delle mie speranze. Non ho alcun dubbio, non mi turerò il naso, non voterò il male minore. Io voterò "Sinistra e Libertà" in tutte le sedi in cui si presenterà, e confermo il mio sostegno totale al suo massimo esponente, Nichi Vendola.

 
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lunedì, giugno 01, 2009

Popolare al 73%

Il clamore intorno alle vicende che coinvolgono il premier Berlusconi si sta avviando a raggiungere il massimo effetto mediatico. La sua moralità, messa in dubbio dai giudici (Berlusconi ha corrotto l'avvocato Mills con 600.000 euro), dalla moglie Veronica Lario ("frequenta minorenni", "è malato"), dall'ex-fidanzato di Noemi ("Berlusconi ha conosciuto Noemi solo nel 2008", "Repubblica non mi ha mai pagato"), dal fotografo Antonello Zappadu ("c'erano diverse ospiti in topless, alcune minorenni", "ogni quindici giorni aerei militari italiani portavano in Sardegna gli ospiti privati del Cavaliere"), le sue menzogne, le sue verità smentite a giorni alterni, evidentemente hanno un peso nelle prossime elezioni. La potenza mediatica di Berlusconi non è un mistero, e i suoi collaboratori stanno facendo a gara nel diffamare tutti i colpevoli di "lesa maestà" e non si riparmiano colpi bassi (persino la Daniela Santanchè, con la più totale mancanza di stile,  ha tentato di mirare, senza successo, alla reputazione di Veronica Lario). Questo vuol dire essenzialmente due cose:

1) Queste elezioni sono più importanti di quello che si crede (tanto che il Times e Liberation parlano di "valenza internazionale" delle malefatte di Berlusconi)

2) Queste vicende stanno rodendo il consenso attorno a Berlusconi, che infatti non fa che dire che la sua popolarità è intorno al 73%. Certo, provi a chiedere quanto è popolare Mussolini o Totò Riina, o persino Pacciani, il presunto mostro di Firenze. Potrebbe finalmente capire che popolare non vuol dire nè amato, nè voluto.

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lunedì, maggio 25, 2009
La volta buona?

"Ieri a San Siro glielo hanno rimproverato i tifosi del suo Milan. Lo so, è terribilmente desolante ma il termometro del consenso politico è questo: lo stadio. San Siro, scrive Rinaldo Gianola, è il luogo dove la curva «dava del tu a Papi ben prima di Noemi». «Quante Champions League avete vinto?» il suo argomento contro l'opposizione. Gli striscioni che gli rimproverano di spendere soldi per «comprare le veline» sono un insulto e un pericolo. Striscioni comunisti, ispirati da un giornalista suggeritore? Difficile ...". Una riflessione di Concita De Gregorio apre squarci di ottimismo. Il testo intero è qui

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domenica, maggio 17, 2009
Dolore senza nome

"E se io piango, piango per entrambe, amica mia. Il mio dolore non ha nome"

Due artiste, una israeliana e una palestinese, cantano "Dev'esserci un'altra strada" in tre lingue (arabo, ebraico e anche in inglese, perché è quello il linguaggio della diplomazia internazionale). Il pezzo è molto orecchiabile, il testo essenziale e immediato, la causa nobile. Molti diranno che è ingenuo credere che una canzone possa contribuire a risolvere il conflitto tra Israele e Palestina, ma io credo che la musica sia un veicolo di pace, e trovo commovente questa performance. Il video è sottotitolato:

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mercoledì, aprile 22, 2009

Lo stretto necessario

Il dramma abbruzzese di questo periodo ha messo in luce la condizione delle abitazioni in Italia. A Messina, ad esempio, solo il 25% delle case è costruito con regole antisismiche, nonostante l'alta sismicità dell'area.

Il quotidiano Liberazione lancia un'iniziativa (sottoscritta, tra gli altri, anche da Alberto Asor Rosa, Rita Borsellino, Alberto Burgio, don Luigi Ciotti, Luigi Manconi, Lidia Menapace): dirottare i soldi destinati alla costruzione dell'inutile e rischioso "ponte sullo stretto", verso un grande progetto di bonifica e di messa in sicurezza di tutte le abitazioni che si trovano in uno stato di palese inadeguatezza, cominciando dagli edifici pubblici, nelle aree al di qua e al di là dello Stretto. Puoi cliccare sull'immagine (o qui) per conoscere dettagli sull'iniziativa e per aderire all'appello.

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giovedì, aprile 16, 2009

Avidi (non dategli l'8 per mille)

Un amico mi segnala quest'articolo del Cathechismo della Chiesa cattolica:

2278 L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente. (
Qui il testo integrale)

Senza voler entrare nel merito, mi soffermerei sulla forma, che in questi documenti, si sa, è anche sostanza. La cosa che balza all’occhio è la priorità data all'aggettivo "onerose", rispetto a "pericolose". Ma è possibile che questi pensino solo e sempre ai soldi?

Anche per questo rinnovo l'invito a devolvere l'8 per mille alla Chiesa Valdese. Qui, sinteticamente, l'anno scorso ho esposto i motivi di questa scelta.

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venerdì, aprile 03, 2009
Eroismo

Eh sì, perché negare la mano a Berlusconi oggi è sicuramente un atto eroico.


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lunedì, marzo 30, 2009

Cover boy

Questo fine settimana ho visto un film bellissimo, Cover boy, di Carmine Amoroso. Un film scarsamente distribuito nonostante al box office italiano si fosse preannunicato come best seller (è stato il film più visto del 2008 considerando l'incasso medio a copia: era uscito con solo 7 copie) e nonostante fosse nella cinquina dei film italiani in lizza per la candidatura agli Oscar come miglior film straniero. E' la storia di un'amicizia intensa tra un trentenne italiano (interpretato da un bravissimo Luca Lionello) e un ragazzo romeno (Eduard Gabia), che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto e condividere i disagi di una società sempre meno equilibrata e solidale: due solitudini disperate e in cerca d'amore, che si incrociano con altre due solitudini sofferte, ma più ciniche e spietate (Luciana Litizzetto e Chiara Caselli).
La scrittura del film evidenzia le conseguenze della crisi della società occidentale (nonostante il film sia stato scritto nel 2004 e sia uscito "non ufficialmente" già verso la fine del 2006), senza retorica e senza morbosità. Ottima regia, ottimi attori, fotografia impeccabile, ma soprattutto una buona sceneggiatura. Un film di respiro internazionale, che secondo me avrebbe avuto più chance di "Gomorra" nella corsa agli Oscar.
Falcidiato da una legge sui tagli alla cultura, con effetti stranamenti retroattivi, dell'originario finanziamento da un milione di euro ha ottenuto solo 300 mila euro. Così è stato girato in modlità "low-cost" e non ha avuto promozione, scomparendo dalle sale nel giro di pochi giorni. Io ho avuto la fortuna di vederlo nel corso di un Festival cinematografico; in sala era presente anche il grande Silvano Agosti, che ha apprezzato il film al punto che ha deciso tenerlo in programmazione nel suo cinema romano per tre mesi. Per chi non abita a Roma, c'è sempre il DVD.
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martedì, marzo 24, 2009

Debora (senza h)

Si chiama Debora Serracchiani, è il segretario del PD di Udine, e il 21 marzo scorso ha infiammato la platea dell'Assembea Nazionale dei Circoli del PD. E ci fa anche rivalutare un compiaciuto Franceschini. Insomma, c'è ancora da sperare:

 

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lunedì, marzo 16, 2009

La responsabilità dell'artista

L'altra sera ho assistito a "Vilipendio", il nuovo spettacolo di satira di Sabina Guzzanti, dal taglio decisamente politico: "la quasi totalità della stampa - cita la sua biografia ufficialeè assoggettata al potere politico-economico e non resta che ai comici, a volte, restituire correttamente pezzi di realtà costantemente nascosti ai cittadini". Seguendo questa missione Sabina Guzzanti è capace di riempire teatri come il Saschall di Firenze (1800 posti a sedere), chiedendo allo spettatore di pagare un biglietto dal costo medio di 35 euro (min. 28, max 40). Un evento da decine di migliaia di euro a sera, quindi, che si replica, oramai da novembre in tutta Italia, con una media di 10 spettacoli al mese. Centinaia di migliaia di euro.
Ogni lavoratore ha diritto al suo compenso, e la bravura di Sabina Guzzanti non si sottrae a questa regola del mercato. Però qualche dubbio, fuori dal teatro, mi viene: parlare male della classe politica, prendere le parti delle fasce sociali più deboli, scagliarsi contro le logiche del business che corrompono i poteri, porsi come fonte di informazione seria e disinteressata... be' tutto questo risulterebbe molto più credibile se fosse messo a disposizione di una platea più vasta e se prescindesse dal fattore commerciale.
Non dico che Sabina Guzzanti debba esibirsi tutte le sere gratis, ma forse qualche volta potrebbe farlo per i precari che non possono permettersi di pagare un biglietto dal prezzo così alto. Una sera, una soltanto al mese. Magari risparmiando su alcuni costi: un circolo arci invece del teatro prestigioso, una città piccola invece che un capoluogo, poca promozione, un solo manifesto che dica: "Per stasera niente Grande Fratello: vieni a teatro, divertiamoci insieme. Offro io!". Uno spettacolo in cui potresti ritrovarti accanto anche la cassiera del supermercato che ha votato per Fini, o l'operaio che ha votato Lega, invece dei soliti compagni con contratto a tempo indeterminato nella multinazionale o nella ONLUS. 
Perché se è vero che la classe politica ha una responsabilità enorme nel declino culturale della nostra società, gli artisti dello spettacolo non possono tirarsene fuori.
Ovviamente non mi riferisco solo a Sabina Guzzanti: Marco Travaglio, Beppe Grillo, Daniele Luttazzi, per citare alcuni tra i grandi professionisti della satira, a volte mi danno l'impressione di cavalcare in qualche modo il business dell'antibelrusconismo. Un'ulteriore contraddizione di questa logica è che questi artisti (che portano spettacoli in giro per l'Italia, pubblicano in continuazione libri, DVD), vendono la loro arte e le loro idee a un popolo magari poco informato e poco divertito, ma già consapevole e orientato politicamente. Ed è un peccato, uno spreco di risorse. Il ruolo dell'artista nella formazione della cultura popolare è sempre stato rilevante. Penso all'intervento di Roberto Benigni all'ultimo festival di Sanremo: la lettera di Oscar Wilde all'amato, recitata a 15 milioni di telespettatori appartenenti a ogni ceto sociale, è efficace, nella formazione della società, almeno quanto un decreto del ministro delle Pari Opportunità.
Allora cosa aspettano gli artisti della "sinistra italiana", ormai ricchi dei profitti delle loro opere? Dove sono i cantautori impegnati, i satirici irriverenti, gli attori controcorrente, i registi arrabbiati con le classi dirigenti? Sarebbero disposti a fare uno spettacolo gratis per i possessori della social card, per i cassintegrati, i precari, i disoccupati, le casalinghe rincoglionite da Pomeriggio5?

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domenica, marzo 15, 2009
Reload

Rifiuto mentalmente la realtà in cui vivo. Non ce la faccio a sentire, giorno dopo giorno, i continui insulti che questa classe politica è capace di rivolgere ai suoi cittadini. Cerco di non leggere le notizie di politica, non ascolto più la radio e mi estraneo dalle discussioni sulla crisi economica, sulle sue cause, sui rimedi possibili.
Rifiuto l'idea che presto non avremo neanche il diritto di scioperare, di dichiarare il dissenso, forse di esprimere un'opinone. Rifiuto l'idea che il mio Paese possa essere governato da un uomo che la magistratura ha dichiarato essere "corrotto", che in televisione il programma più visto sia il Grande Fratello, che quotidianamente donne, gay e barboni vengato torturati e violentati per strada, mentre il ministro delle Pari Opportunità incontra gli industriali...
Mi rifiuto di crederci. Ascolto tanta musica -c'è n'è di bella, anche pescando tra le nuove produzioni (vedi il nuovo disco di Pacifico) - trovo conforto nel cinema e nella poesia. Ho cercato, trovandolo, un nuovo stile di vita, che mi riconcilia con l'essere umano e con la natura. Ho delle buone idee, chissà.
Di tutto questo devo scrivere. Magari non ora, perché è troppo tardi. Ma nei giorni a venire ci proverò.
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lunedì, febbraio 16, 2009

Piccoli particolari

Matteo Renzi, il giovane vecchio della politica fiorentina, ha vinto le primarie del PD per la candidatura a sindaco di Firenze. Vicino a Comunione e Liberazione, per vincere la competizione interna al suo partito ha chiesto voti anche alla destra.  E nella foto dei festeggiamenti compare un piccolo particolare. E non è il ritratto di Gramsci.

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mercoledì, febbraio 11, 2009

La sai l'ultima?


La sai l'ultima? "Eluana è morta di sentenza". Hahahahahaha, hahhahahaha. Che forte 'sto ministro Alfano. Ma come gli vengono in mente? E' sprecato come ministro: dovrebbe fare l'autore per Zelig o il copywriter.

Ha un uso così intelligente della parola. "Eluana è morta di sentenza" è una genialata, che da una parte dimostra tutta la necessaria cautela nell’accostarsi alla vicenda, dall’altra il profondo rispetto per i familiari della ragazza, per il popolo italiano, per la magistratura. Tutto condensato in 3 parole. Un genio. Davvero! Dovrebbe fare il copywriter. Magari così ci risparmierebbe anche qualche legge ignobile, volgare, violenta, ingiusta, vergognosa, come quella che porta il suo nome, una legge che salva il premier da ogni processo giudiziario. Una legge, quella sì, fatta per salvare una vita (perché invece - diciamocelo - di Eluana a nessuno di quei parlamentari gliene fotteva un cazzo).

Per un attimo ho immaginato Alfano, Gasparri, Berlusconi e Rutelli immobili in stato vegetativo. Giusta la considerazione di Sofri: qui. Condivido le riflessioni di Klochov: qui.

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domenica, gennaio 11, 2009
Dieci anni

"...Ma adesso che viene la sera ed il buio, mi toglie il dolore dagli occhi.
E scivola il sole al di la' delle dune a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore, madre io provo dolore;
nella pietà che non cede al rancore, madre ho imparato l'amore"

Gli eventi che ricordano Fabrizio De André sono rumorosi e a volte ho l'impressione che violentino la sua memoria, piuttosto che omaggiarla. Meglio sarebbe chiudersi in casa e continuare ad ascoltarlo. Ancora le sue parole, ancora con la sua voce. Ma non nego che in alcuni casi, questi eventi sono un segno tangibile dell'enorme affetto che Fabrizio De Andrè suscita in tutti noi.
Io andrò alla Feltrinelli della galleria Colonna a Roma dove, per colpa un po' anche mia,  sono esposti 15 disegni di Mauro Biani ispirati alle canzoni di Fabrizio De Andrè. Qui la notizia.
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giovedì, dicembre 25, 2008

Natale 2008

Ma anche a voi arrivano SMS da numeri sconosciuti e persone che non ricordate? E anche voi rispondete con analogo messaggio, del tipo "Carissimi auguri anche a te. A presto!"?

Va be, comunqe, buon Natale!

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giovedì, dicembre 11, 2008
Uno sciopero utile e necessario

Ci sono ancora persone intorno a me (intelligenti, preparate, informate) che non sanno se aderiranno allo sciopero generale di domani 12 dicembre.
Ci sono tante ragioni per aderire a questo sciopero, ragioni economiche e politiche. Mai tante buone ragioni come questa volta. Eviterò di enucleare tutte quelle indicate dalla CGIL. Vi dirò le "mie" ragioni.
La politica economica di questo governo è dannosa per il nostro Paese: penalizza servizi come la scuola e la sanità (ma non quelle private), disinveste in settori strategici come la ricerca e la cultura e non affronta il grosso problema del precariato. E' davvero una politica economica pessima.

Molti miei amici non possono permettersi di aderire a questo sciopero, perché guadagnano pochissimo o sono vessati dai loro datori di lavoro. Per loro è come se questo diritto non esistesse. Io invece posso permettermelo e sciopererò soprattutto per loro. Chiedo a voi tutti di fare altrettanto.
Quanto ci costa aderire a questo sciopero? 60-70-80 euro? Quanto ci costa il diritto di stare a casa malati, di ricevere le ferie pagate, di prendere permessi, ricevere buoni pasto, di non lavorare il sabato, di chiedere un part-time, una maternità, un congedo per motivi familiari? Quanto ci costa avere una polizza sanitaria, il diritto ad avere un ambiente di lavoro sicuro, confortevole? Quanto ci costa il diritto di ottenere un mutuo, un finanziamento per la macchina, la stabilità economica?
A molti di noi tutto questo non costa niente. Eppure qualcuno sta pagando per noi: i nostri amici "precari". Loro pagano per i nostri diritti di lavoratori, diritti che loro stessi non posseggono.
Quanto ci costa aderire a questo sciopero? 60-70-80 euro? È un prezzo fin troppo basso per una giornata di libertà e per sentirci un giorno solidali contro una politica economica iniqua e non solidale.
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venerdì, novembre 28, 2008

Etica nel lavoro - il caso Esselunga

Esselunga appartiene a Bernardo Caprotti, un imprenditore amico di Berlusconi e suo alleato nella battaglia contro le "Cooperativa rosse". Con il suo libro best-seller "Falce e carrello" ha inteso denunciare la sua difficoltà di accesso al mercato della grande distribuzione in alcune regioni, dove a suo dire vige un accordo tra Coop e politica. I fatti citati dal libro, tutti confutati da Coop Italia e dagli esponenti politici coinvolti, non sono stati rilevanti in termini giudiziali. Anzi, in qualche caso, secondo me, dimostrano la miope politica imprenditoriale di Esselunga. Su questa querelle, ancora aperta, sorvolerei: potete comprare il libro...è in vendita anche sugli scaffali delle Coop.

Volgio parlare invece dell'etica in azienda. Ho avuto una breve esperienza di lavoro nella Coop e sono un socio "consumatore" da tanti anni. Nel breve training che ho ricevuto ho potuto condividere alcuni valori fondanti della Coop, tra questi la massima attenzione ai lavoratori e ai consumatori.

All'Esselunga è già la seconda volta che a un dipendente viene impedita la pausa. Una cassiera con insufficienza renale è stata costretta a stare seduta alla cassa fino alla fine del suo turno; solo allora ha potuto cambiarsi (dato che se l'era fatta addosso). Il fatto si è ripetuto ieri in un altro supermercato del gruppo, protagonisti altri due dipendenti.

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mercoledì, novembre 12, 2008

Obama non applaude

Barak Obama era uno dei pochi senatori presenti nell'aula del congresso americano  il 1 marzo 2006, quando Berlusconi tenne un discorso di 30 minuti (discorso cominciato in inglese e terminato in italiano, tra applausi scroscianti). L'intervento fu trasmesso in diretta da Canale 5 e più volte ripreso dal TG4. Da lì a poco saremmo andati a votare. In quell'occasione Obama non solo non applaudì, ma si guardò intorno come a cercare di capire il senso di quegli applausi. Più tardi qualcuno svelò che ad applaudire non erano parlamentari: si trattava di una claque. Ecco il video pubblicato da Youdem

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mercoledì, novembre 05, 2008
O bella ciao

Ogni mattina, quando mi sveglio, dalla mia finestra posso intravedere la sinagoga, un palazzo rinascimentale e un po' più distante la cupola di Brunelleschi. In genere c'è il sole. Eppure stamattina avrei voluto vedere grattacieli o querce giganti o sentirmi, in qualche modo, anche io americano.
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